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By Tiziana Andina

Che cosa rimane della filosofia di Nietzsche dopo l. a. tremendous del Postmoderno?
Si tratta di una domanda intrigante che according to di più nasce spontaneamente visto che il Postmoderno sembra oramai aver definitivamente preso congedo dal nostro orizzonte filosofico. l. a. risposta sviluppata in questo studio dimostra che l. a. filosofia di Nietzsche non appartiene alla post-modernità, ma costituisce una sintesi elaborata – in line with quanto non sempre efficace – di alcune teorie filosofico-scientifiche del secondo Ottocento. Ne esce l. a. ricostruzione di un sistema complesso in cui metafisica, ontologia ed epistemologia formano gli assi portanti di una visione del mondo filtrata attraverso l’apporto costante delle scienze. Un Nietzsche che nemmeno troppo paradossalmente l. a. tradizione analitica ha potuto riscoprire come filosofo attraverso le sue ipotesi sulla sostanza, sul pace, sulla spazialità e los angeles sua costruzione di una inspiration del mondo esterno intimamente legata alla fisica helmholtziana e al neo-kantismo.

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Skeptische Methode im Blick auf Kant

Odo Marquard's doctoral thesis approximately KAnt's skepticism.

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NOTE 1. P. BOZZI, 1969: pp. 52-69. 2. FP 1885-1887: 8-5-[55], p. 194; WzM: § 528, p. 291. 3. FP 1888-1889: 8-14-[168], p. 142; WzM: § 586, p. 329. 4. R. ARNHEIM, 1971: it. p. 13. 5. H. ADAMS, 1949: vol. I p. 186. 37 Capitolo 1 NIETZSCHE: I SUOI INTERPRETI, LE LORO RAGIONI In definitiva, nessuno può trarre dalle cose, libri compresi, altro che quello che già sa. Chi non ha accesso per esperienza a certe cose, non ha neppure orecchie per udirle. 1. Friedrich Nietzsche: un problema d’ermeneutica Nelle sue auto-esaltazioni spesso un po’ eccessive più volte Nietzsche ha descritto il proprio percorso filosofico nei termini di un particolare destino1.

Sicché, solo una parte di mondo è percepita: quella costituita dagli stimoli in ingresso per cui sono tarati i nostri sensi e, tra questi stimoli, quelli che dal punto di vista evolutivo si sono rivelati utili alla nostra sopravvivenza. Si tratta pertanto di una posizione che è selettiva all’origine (non percepiamo direttamente le onde elettromagnetiche, ma non per questo pensiamo che non esistono; mentre, d’altro canto, di alcune cose abbiamo percezione, ma non appercezione – pensiamo, per intenderci, al famoso esempio leibniziano della cascata), ed è poi ulteriormente selettiva in riferimento ai processi cognitivi che determinano la costruzione del mondo.

Se non avessimo memoria (dunque capacità di rendere l’esperienza riconoscibile attraverso la suddivisione di passato, presente e futuro) non potremmo uniformare l’esperienza e, in generale, non potremmo sopravvivere. Non potremmo, per esempio, riconoscere gli oggetti (che, infatti, secondo il senso comune e una certa metafisica quadridimensionalista, perdurano nel tempo) né, tanto meno, muoverci in un mondo stabile. L’aspetto per altri versi interessante è che nella versione nietzschiana è certamente la nostra percezione degli oggetti a permettere la scansione della successione temporale: una sorta di «aggancio esterno» 35 che rende possibile la differenziazione del flusso temporale.

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